I vincitori dello “Young Creativity Award 2008″
Ambient-Oro (portafoglio Pattex): Danilo Fragale
Ambient-Argento (pannello Sky): Jacopo Cinti (Art), Raffaella Bedini (Copy)
1 comment Luglio 2nd, 2008
Ambient-Oro (portafoglio Pattex): Danilo Fragale
Ambient-Argento (pannello Sky): Jacopo Cinti (Art), Raffaella Bedini (Copy)
1 comment Luglio 2nd, 2008
Advertising Agency: DDB Belgium, Brussels
Art Director: Seb De Roover
Sound: JohanSebastian and Sonicville
Add comment Giugno 19th, 2008
Agency: BBDO, New York, USA
Creative Directors: Don Schneider, Bill Bruce, David Lubars
Art Director: John Leu
Copywriter: Brad Roseberry
Director: Samuel Bayer
Producer: Hyatt Choate
Add comment Giugno 13th, 2007
Agenzia: Nadler Larimer & Martinelli
Direzione Creativa: Mauro Costa
Art Director: Dario Primache
Testimonial: Kakà
Casa di Produzione: BRW & Partners
Musica: Na Na Hey Hey Kiss Him Goodbye - Steam
1 comment Aprile 25th, 2007

Dopo lo spot, ecco l’annuncio stampa dell’Adidas relativo “al gol imposible” di Leo Messi. Agenzia: TBWA.
Add comment Aprile 24th, 2007
Campagna sociale dell’Associazione svedese “Anorexia Bulimia kontakt”
Agenzia: Grey, Stockholm - Svezia
7 comments Marzo 3rd, 2007
di Maurizio Rompani*
Una cosa è certa: di etica se ne sta parlando molto, troppo probabilmente. Certamente con le migliori intenzioni, forse; e questo forse diventa ogni giorno sempre più pesante, ingombrante, fonte di dubbio. Non pensiamo di offendere nessuno chiedendoci quanto di questo parlare di etica non sia solo convenienza e immagine; e viene logico pensare che anche questo rientra nel circolo del percepito. Perché, in un’epoca che fa del percepito il suo fondamento, i valori etici non debbano rispondere a questa logica? Da più parti si comincia a pensare in modo maggiormente critico alle etiche applicate, con l’invito a non dimenticare il livello più ampio dell’etica generale. Per quanto ci riguarda, il cominciare a ragionare sull’etica nella comunicazione piuttosto che sull’etica della comunicazione è un primo passo; forse non una risposta, ma è già un riflettere. Comunicare è un mestiere, ma non è un mestiere qualsiasi proprio per la potenzialità che un messaggio racchiude: un messaggio crea cultura, ma può anche giustificare atteggiamenti, condizionare il modo di fare e di pensare. Affidarsi a dei codici di comportamento non è limitativo, il mondo della comunicazione ha creato strumenti di autoregolamentazione validissimi: pensiamo al Codice di Autodisciplina Pubblicitaria e alla carta di Treviso per la difesa dei minori,ma certamente il Comunicatore deve porre, più di altri, l’etica al centro della sua professione. Però, forse proprio il Comunicatore deve cominciare a proporre l’etica in un modo diverso: in silenzio. Facciamo capire che per noi l’etica non è un qualcosa da mostrare come un bel vestito ad una festa o come un merito personale ed esclusivo; i vestiti si rimettono negli armadi, quando vogliamo essere a nostro agio ci mettiamo comodi, i meriti sbandierati ricordano tanto la beneficenza fatta solo ad uso e consumo delle interviste televisive.Un attimo di silenzio. L’etica è un giorno solidarietà, un giorno buonismo, un giorno sopportazione; ogni giorno una cosa diversa secondo la convenienza di chi parla. Ecco, forse quello di cui abbiamo bisogno nel fragore del momento è un po’ di silenzio; almeno noi che siamo accusati di puntare solo sull’immagine facciamo capire che per noi è un modo di essere, non un argomento di vendita. L’augurio è proprio questo: che non si parli più di etica.
Maurizio Romapani è il Direttore generale TP - Pubblicitari Professionisti e Docente di etica della comunicazione, Università di Ferrara
Articolo apparso su spot and Web del 28 febbraio 2007.
Add comment Febbraio 28th, 2007

La “cosa” verde del nuovo marchio turistico dell’Italia a cosa assomiglia?
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15 comments Febbraio 22nd, 2007

Cedar Liquid Wax. Protects and nourishes wood.
Agency : JWT, Paris, France
Art Director : Xavier Beauregard
Copywriter : Vincent Pedrocchi
3 comments Febbraio 8th, 2007
di Biagio Vanacore*
Che in Italia oggi a livello televisivo esista “difatto” un duopolio, mi pare di poter affermare che sia cosa acclarata. Intervenire però, per legge, sulla sola raccolta pubblicitaria che ogni singolo soggetto può mettere in atto, mi sembra di contro, ostativo allo sviluppo economico dei singoli soggetti interessati, e penalizzante per l’economia e la sopravvivenza di tutto il comparto pubblicitario; ed al tal proposito ritengo valide le considerazioni di merito fatte sul ddl dal presidente dell’antitrust Catricalà, antitrust, che per ruolo, é il massimo organo in materia di decisioni concernenti “posizioni dominanti di mercato”.
Vorrei aggiungere inoltre, che bisogna tenereconto che i due soggetti interessati, Rai e Mediaset perché è di loro che parliamo, dovrebbero svolgere funzioni completamentediverse nel panorama televisivo italiano; visto che una è considerata “pubblica”, e per questo servizio i cittadini versano annualmente un canone, mentre l’altra è giudicata “commerciale”, e come tale vive, di fatto, dei proventi determinati della raccolta pubblicitaria. Basterebbero di se già queste considerazioni per leggere nel ddl Gentiloni, uno stravolgimento delle regole di mercato.A tal riguardo, è molto più attuale e meglio strutturata nel suo complesso, la vecchia legge Maccanico del 1997. Bene farebbe il Ministro invece, in virtù della competenza professionale che ha nel settore e che dal settore gli viene riconosciuta, a mettere mano a tutta la legislazione legata al comparto “comunicazione e pubblicità”, con lo spirito di sviluppare un progetto a più ampio raggio in grado di garantire pluralità ed assicurare trasparenza, rimodellando anche la legge 150 con tutto ciò che riguarda la comunicazione “locale”, per finire ai bandi di gara del settore pubblico, che ancor oggi, sono affidati ed appaltati con gli stessi principi con cui si affidano ed appaltano gli asfalti delle strade; bandi e legislazioni non più confacenti alle esigenze di un mercato dove, sempre più sono evidenti i cambiamenti strutturali, in termini di committenza, operatori incaricati, ma principalmente utenza finale, naturalmente facendo ciò nel rispetto del ruolo di tutti, ma con il giusto distinguo fra comunicazione ed informazione.Così per essere concreto è non astratto, propongo un incontro fra le varie Asssociazioni di categoria del nostro comparto, con lo scopo di preparare un documento comune da poter sottoporre al Ministro in tempi brevissimi, con l’obiettivo di dare anima a voce al “nostro mondo”, che da sempre, e con professionalità, fa questo mestiere per altri, affinché si possano trovare soluzioni idonee e condivise per tutto il settore.
Biagio Vanacore *Vice Presidente UNICOM – Unione Nazionale Imprese di Comunicazione *Vice Presidente TP – Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti
Editoriale apparso Lunedì 5 febbraio 2005 su spot and web Media Comunication Magazine
Add comment Febbraio 5th, 2007
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