L’Italia lascia il segno. Ma quale segno?

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La “cosa” verde del nuovo marchio turistico dell’Italia a cosa assomiglia?
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15 Responses to “L’Italia lascia il segno. Ma quale segno?”

  1. Enrico scrive:

    Assomiglia al naso di pulcinella!

  2. Sid scrive:

    Cetriolo tutta la vita (sarà che mi sento un cetriolo io da un paio di giorni) ;)

  3. terronista scrive:

    Ho scelto altro, specificando che la lettera in questione mi ricorda tanto l’asso di bastoni delle carte da giuoco siciliane.

  4. jan scrive:

    ma il naso è di pulcinella?

  5. Filippo Spiezia scrive:

    La mia personale opinione: non è purtroppo solo un’occasione persa, purtroppo è l’ennesima beffa, l’ennesimo spreco, l’ennesima opportunità gettata alle ortiche di ribadire i valori assoluti acquisiti negli anni nel campo del bello, dello stile, del design da parte del “bel paese”.
    Il portale web peraltro esordisce affiancando al nuovo marchio la dicitura “il paese di qualità” mentre allo stesso tempo è preso in giro dai blog di mezzo mondo, è inaccessibile in parte e non rispondente alle norme del W3C… eppure si parla di qualità e di italian lifestyle.
    Non è certo facile progettare e costruire un portale del genere, ma direi che con 45 milioni di euro qualcosa di meglio avremmo fatto in tanti.
    Ma siamo ottimisti e torniamo al marchio… sappiamo tutti bene come cercare di convincere un cliente ad apprezzare meglio un nostro progetto, a digerirlo, a comprenderlo col tempo, con l’ausilio di ricerche ed analisi di mercato che ci rendono consapevoli e convinti che “funzionerà”…
    Ebbene, sono curioso di leggere la “motivazione della sentenza”.

  6. Massimo scrive:

    Il Paese della ciabatta verde

  7. Visto lo scandalo abbiamo deciso di aprire un instant blog per denunciare e fare chiarezza sull’accaduto:
    http://scandaloitaliano.wordpress.com/

    Siete tutti invitati a partecipare all’indagine nell’idilliaco tentativo di fare eccezione in un paese in cui ogni illecito è permesso e mandare così un’alitata di correttezza dal basso verso l’alto.

    Come professionisti del multimedia siamo indignati, come italiani nuovamente delusi.Ogni contributo risulterù essenziale. Oltre a capire dove sono stati spesi realmente questi soldi – vorremo fare chiarezza sul fatto che un sito che rappresenta l’italia ignora dal primo all’ultimo tutti i punti della legge stanca.

    A tal proposito sarebbe inoltre interessante capire come la responsabilità dirigenziale dovrebbe intervenire secondo la suddetta legge.

    Facciamoci sentire
    http://scandaloitaliano.wordpress.com/

  8. Numero venti scrive:

    Vi segnalo questo articolo di Biagio Vanacore Vice Presidente TP sulla questione Marchio IT, apparso su Spot and web del 26 febbraio 2007

    Portale Italia: fiocco azzurro,
    rosa o … neutro?

    di Biagio Vanacore
    Due lunghi e travagliati anni di gestazione, e voilà, anche il nostro Paese ha il suo bravo portale: Italia.it! Finalmente, ne sentivamo veramente la mancanza. Ed il fiocco che di solito saluta la nascita di un maschietto (azzurro) o di una femminuccia (rosa), in questo caso di che colore è? Neutro, sì proprio così, e non ho dubbi, per me il fiocco è neutro. Certo, sono un uomo di comunicazione di provincia non uso alla frequentazione dei grandi salotti della pubblicità, forse legato a schemi rigidi, e quindi sicuramente in ritardo “sul tempo” di qualche battuta, ma nel vedere il “logo” raffigurato da una “i” di linea tipicamente boldoniana affiancata ad un font anonimo-lineare, unito a quel “coso” verde che rende ancora più frammentato il logo intero, non ho potuto far a meno di pensare, ci risiamo: la montagna ha partorito ancora una volta il topolino. Poi mi sono detto, ma cerca di essere più evoluto; ed allora l’ho guardato meglio, ma anche in questo caso sono piombato subito nell’ambiguità linguistica delle due lettere iniziali “it”, che in inglese stanno a significare “cosa”. Mi si potrebbe obiettare a questo punto che nel linguaggio universale d’internet “it” sta per Italia, che internet è uno strumento moderno, ma cosa volete, sono ancorato ad un’Italia percepita come luogo principe di bellezze, d’eccellenza culturale, culla di design, patria riconosciuta della moda, deposito indiscusso della maggiore densità di luoghi Unesco nel mondo, e non certo ad un’italietta di serie B, con tutto il rispetto per la serie. E’ indubbio che l’Italia è anche un Paese che ha bisogno di guardare ad un futuro di modernità, di sviluppo, d’innovazione; ma è anche un Paese che non può dimenticare la sua storia ed il suo stile. E’ enorme il mercato di coloro che nel mondo, affrancati dalla schiavitù del bisogno, investono in qualità della vita e guardano allo stile di vita italiano come modello di riferimento. Parliamo di un miliardo e mezzo di persone che vogliono mangiare all’italiana, vestire all’italiana, arredare la propria casa con mobili, frutto del design italiano. Dobbiamo intercettare e gestire questa domanda di “Italian way of life”, e possiamo farlo solo se facciamo dell’eccellenza il nostro credo, e con la genialità che ci contraddistingue. Partendo da queste riflessioni, ho ritenuto di dare del “neutro” allo stile grafico, perché certamente questo marchio non rappresenta lo stile italiano, forse è più un segno di tipo internazionale, quindi massificato ed anonimo, che a mio avviso non determina un elemento distintivo e personale del nostro Paese. Ovviamente, alla lunga come tutte le cose, se spinto e usato sarà sicuramente accettato, ma di sicuro è per noi un’occasione mancata. Queste sono però, solo le riflessioni di un uomo di comunicazione di provincia; e così, guardando il mio mare, andando ben oltre l’orizzonte, ho rivisto davanti agli occhi il logo “Espana”, e mi sono detto: chi sarà poi mai questo Mirò?

  9. Signor Ponza scrive:

    Riporto il commento di mio padre: sembra una banana chiquita verde.

  10. kindlerya scrive:

    A me sembra la testa di un’anatra.

  11. Lea scrive:

    Facile giudicare, difficile progettare, realizzare e trovare una soluzione grafica che sia gradevole alla vista, che funzioni, che raccolga in se tutto il significato di un intero paese e che metta d’accordo tutti, questo è chiaro ma…

    Da amante e “praticante” di grafica e design non amo “giudicare” e distruggere il lavoro altrui (in questo caso poi ancora meno), ma…suvvia!

    un puntino a favore riguardo all’utilizzo dei colori italiani (che già accostati solamente loro sono quasi inguardabili a mio avviso) ma che in questo caso nn disturbano eccessivamente (il tricolore è il tricolore e io non so come avrei ovviato a questo)
    ciò che non mi convince di questo logo è la mancanza assoluta di uno stile.
    La “i” riprende la forma di un carattere bastoni molto rigido, datato ma non riconoscibile, caratterizzato, la “t” invece non è nè un carattere moderno (a fare da contrasto) nè nulla. Una forma, un “blob”, qualcosa che non si caratterizza nè in un modo nè nell’altro.
    Non c’è contrasto, non c’è assonanza… non c’è nulla.

    Non è un segno che colpisce, non lascia alcun segno… affatto!

  12. serena scrive:

    nn potete dire che assomiglia ad un CETRIOLO! mica il cetriolo ha quella biforcazione! ma un PEOERONE SI, può averla!

  13. elisabetta scrive:

    io, il mio sito l’ho fatto in casa, ma funziona.

    ho raccolto le seguenti definizioni: banan, boomerang, cetriolo, peperone, rene.

    chiediamo ai bambini, a loro la fantasia ed immaginazione non manca, magari proprio loro vedono l’italia!

  14. italiano scrive:

    E la sicilia dov’e'?

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