Il contenitore d’immagini, personaggi, prodotti, slogan che ha accompagnato la vita e i sogni di tantissimi italiani compie cinquant’anni. Pippo, Calimero, Susanna, Miguel Son Mi, Cimabue questi erano alcuni dei personaggi frutto della fantasia dei pubblicitari dell’epoca. Ma Carosello è stato anche Totò, Sordi, Gassman, Manfredi, Fabrizi.
Un fenomeno di costume tutto italiano che ha lasciato un segno indelebile.
Nel 1976, dopo vent’anni, va in onda l’ultima puntata: una Raffaella Carrà commossa recita l’addio al programma.
Gli ultimi ascolti di Carosello parlavano di diciannove milioni di italiani, fra cui nove milioni di bambini.
Ancora oggi, per molte generazioni di italiani, la pubblicità è sinonimo di Carosello.
on Feb 4th, 2007 at 14:55
Sul mio NEWS & RIFLESSIONI ho parlato diverse volte di carosello, e di quanto mi fossi sentito tradito quando ho scoperto Arcobaleno, il primo contenitore di spot veri e propri. Ma sono cresciuto ed eravamo negli anni sessanta. Avevo tante cose più interessanti da fare e più stimolanti che non guardare la televisione. Quanto Carosello ha tirato le quoia di una sana vecchiaia, non l’ho rimpianto. Poi ho iniziato la mia attività di pubblicitario, e l’ho criticato fortemente per il formato insulso e per le pastoie SACS-burocratiche che ne rendevano difficoltoso l’accesso alla aziende.
Quando hanno rispolverato la trasmissione vendendocela come fenomeno di costume erano passati tanti anni. È innegabile la sua inpotranza nella formazione culturale di quasi tutti della mia generazione, ma è morto e sepolto, e non lo rimpiango.
È morto il re? Viva il re…
Alex
on Feb 5th, 2007 at 10:51
Già viva il re.
Carosello, a mio vedere, non era propriamente pubblicità.
Era qualcosa d’altro, che comunque ha segnato l’immaginario di una paio di generazioni d’italiani.
E’ passato, e anche io penso che sia un bene. “Meno bene” è il modo in cui si è involuto il nostro rapporto con la tv, e con la pubblicità.
Siamo passati da un mondo in cui, dopo carosello tutti a nanna, e i programmi tv andavano a letto pure loro, a un mondo tvinvasivo, dove i programmi tv ci seguono pure per strada, inondandoci di pubblicità. mah